Analisi di un business nello spazio digitale immateriale. Prospettive e suggestioni

Al fine di affrontare un cambiamento e sincronizzare l’evoluzione di un’azienda con l’evoluzione del mondo che la circonda, è indispensabile svolgere e far propri una serie di ragionamenti e “prese di coscienza” dei cambiamenti in atto.

 

E’ un periodo storico in cui fermarsi e pensare è fondamentale, per capire bene il contesto e di conseguenza impostare le giuste azioni per garantire il successo, che appare ad oggi acquisito, anche sul medio e lungo termine. Il successo di oggi dovrà passare in maniera agile uno step di riconversione per adattarsi ad un mondo sempre più digitale e confermarsi un modello di successo integrando una nuova dimensione.

 

 

L’importanza di comprendere il cambiamento, e perché siamo portati invece a trascurarlo

La sottovalutazione delle dinamiche in atto nel mondo intorno a noi può costituire ad oggi un rischio non percepito, poiché gran parte del cambiamento nel nostro mondo avviene sul piano immateriale, senza modificare in maniera troppo percettibile il mondo materiale in cui viviamo. D’altro canto va però tenuto presente che nonostante il breve termine attuale porti ancora buone soddisfazioni economiche, uno scenario a medio-lungo termine richiede un cambio di mentalità forte e discontinuo rispetto al passato. Questo step va affrontato prima che si manifesti un calo delle performances imputabile a mancata evoluzione digitale. Infatti, al momento in cui questo sintomo si verifica in maniera talmente decisa da sollecitare azioni correttive, potrebbe essere troppo tardi per impostare tutte le misure necessarie ad affrontare correttamente la trasformazione digitale.

 

I tasselli del mondo immateriale: dati e informazioni

La rilevanza dei dati è emanata dal raggiungimento di capitalizzazioni elevate di società digital che tutti conosciamo, ma difficilmente viene percepita prima del raggiungimenti di tali eclatanti risultati. Si tratta invece di una dinamica silenziosamente (in background?) in atto con un flusso costante e trasversale, quindi agnostico da industria, settore, dimensione aziendale.

 

nel 2016 sono stati generati in media ogni giorno 44 billion di GB di dati

 

Basti pensare che uno smartphone in modalità idle, senza interazioni particolari con l’utente, genera e trasmette a Google da un minimo di 0.76 MB/giorno di dati (iPhone) a un massimo di 4.40 MB/giorno di dati (per un device Android).

 

 

Per chi fosse interessato a comprendere la profondità e la pervasività di questo tema, suggerisco il report Google Data Collection, del Prof. Douglas C. Schmidt – Vanderbilt University che analizza nel dettaglio quantità e tipologia e modalità di aggregazione di dati trattati da Google:  https://digitalcontentnext.org/wp-content/uploads/2018/08/DCN-Google-Data-Collection-Paper.pdf

 

 

Allocazione dei dati

E’ difficile stimare la quantità di dati che viene generata in maniera crescente di giorno in giorno, ma è interessante notare lo sviluppo e la costruzione di data center allo scopo di immagazzinare dati architettati prendendo come riferimento l’ordine di grandezza dell’Exabyte (= 10 ^18 byte) al fine di supportare la sempre crescente quantità di dati generati.

 

Si tenga presente che statisticamente il 75% di questi dati è immagazzinato in forma non strutturata.

 

Questi dati richiedono elaborazione secondo criteri non ancora stabiliti al fine di essere categorizzati e indicizzati per essere utilizzabili ai fini di un’analisi. Vengono quindi immagazzinati in un “serbatoio” digitale anche in virtù del potenziale non sfruttato che potrebbero racchiudere, e il cui impatto non è al momento quantificato.

 

 

Immaginare il business immateriale

Si aprono quindi una serie di temi ampi, quali l’aumento sproporzionato del potere di industrie digitali che possiedono una elevata e diversificata quantità di dati, il diritto alla proprietà dei dati, il pericolo dell’utilizzo improprio di tali dati, l’entità di potenziali interventi del regolatore..

 

E’ ormai risaputo come lo spazio immateriale dei dati stia già plasmando e governando le dinamiche del mondo fisico molto più di quanto sia percettibile

 

Seppure questo “mondo parallelo” è visibile solo in parte proprio per la propria natura immateriale, è necessario uno sforzo di immaginazione per pensare a come collocare in uno scenario di medio-lungo termine la propria azienda è fondamentale.

 

è necessario sviluppare la capacità di pensare a come rappresentare un business sul piano immateriale

 

Svolgere quindi un ragionamento e una analisi in cui un business viene mappato tenendo conto di:

  • patrimonio connettivo: connessioni aperte su cui si muovono informazioni funzionali al business tra i vari nodi, cioè gli stakeholders
  • patrimonio informativo e relativo aggregato: informazioni disponibili e loro aggregazione per creare valore sfruttando connessioni e interazioni disponibili
  • patrimonio interattivo: tipologia di interazione ottenibile con i vari nodi del sistema in base a connessioni e informazioni disponibili.

 

Questo tipo di ragionamento trascende settore, dimensione, e stato di digitalizzazione dell’azienda. Anche per un business apparentemente “semplice”, si può provare a pensare in ottica di patrimonio connettivo, informativo e interattivo attuale e relativa evoluzione futura, e si rimarrà sorpresi da spunti e conclusioni che usciranno da questo ragionamento. L’immagine conclusiva di questo articolo può benissimo rappresentare la struttura di un business sul piano immateriale, ed è questo un punto di vista che è mandatorio adottare e tenere in considerazione anche per le più semplici decisioni del day to day.

 

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