La costituzione di un Digital Transformation Advisory Board in azienda

Si nota a livello nazionale e internazionale il trend di aziende che istituiscono specifici strumenti organizzazionali al fine di rendere più fluido e veloce l’adattamento ai nuovi modelli di business richiesto da un contesto sociale ed economico che ha effettuato una rapida evoluzione.  Ma cosa è e come funziona un Digital Transformation Advisory Board?

 

Si tratta essenzialmente di un comitato senza incarichi amministrativi e che si riunisce con una determinata cadenza per discutere i temi legati alla digital transformation lavorando in maniera fluida e funzionale alle esigenze dell’azienda

 

Come funziona

Si crea un importante momento di scambio all’interno del quale il top management dell’azienda interagisce e scambia informazioni con esperti qualificati del mondo digital e tech. Lo scopo è quello di comprendere meglio il movimento di uno specifico mercato e gli strumenti a disposizione grazie al digital e alla tecnologia al fine di supportare l’azienda a prendere decisioni il più possibile informate.

 

Perché è utile

La velocità dello sviluppo sociale ed economico degli ultimi anni dovuta al digitale e alla tecnologia è stata così alta da non permettere al management di aggiornare le proprie competenze tramite gli strumenti canonici a disposizione. Al contrario, chi possiede queste nuove competenze in ambito digital e tech non ha ancora raggiunto tramite l’esperienza una maturità manageriale tale da consentire di governare in maniera affidabile e professionale aziende consolidate e il relativo ecosistema di stakeholder. La soluzione a questo dilemma, che sarà un tema attuale per gli anni a venire, si intravede sul lungo termine nella naturale convergenza di queste due diverse figure professionali, ma si può realizzare già al giorno d’oggi tramite la costruzione di un dialogo basato sulla corretta integrazione di tutte le competenze.

 

Come costituirlo correttamente

La fase più delicata nella vita di un Digital Transformation Advisory Board è proprio la sua costituzione. Al fine di renderlo uno strumento efficace, infatti, è necessario integrare le competenze di partecipanti molto diversi tra di loro. Questo pone la sfida di saper estrarre valore, contemporaneamente, da elementi di continuità con il passato e da elementi che invece sono di discontinuità, ove entrambi però dimorano all’interno dell’esperienza di ciascuna singola persona.

Gli Elementi di Continuità sono fondamentali per costituire il terreno comune di dialogo e stima reciproca tra attori molto diversi tra di loro, quali per esempio manager con esperienza in aziende consolidate e esperti/imprenditori “nativi digitali”. Si tratta per esempio di:

  • serietà professionale unità a capacità di autocritica sulla propria visione e le proprie convinzioni
  • comprensione a fondo delle esigenze di un’azienda e delle dinamiche di settore
  • condivisione della visione aziendale

Gli Elementi di Discontinuità costituiscono il vero e proprio valore, che permette di aumentare il patrimonio informativo di tutti gli interlocutori presenti al tavolo, e di conseguenza costituire un unicum con una visione più informata di una determinata realtà collocata nell’attuale contesto

  • differente background ed esperienze
  • diverse skills
  • differente visione del mondo
  • diverso linguaggio e modo di esprimersi

Non sempre è facile costituire questo tipo di team: spesso infatti succede che un manager tenda ad avere poco spirito critico verso la propria visione del mercato rispetto al comportamento reale del mercato, mentre i “nativi digitali” al contrario non possiedono un adeguato livello di professionalità ed esperienza manageriale che però è necessario per gestire in maniera efficace un’organizzazione, o comunque anche solo per interagire con essa.

Il punto più delicato è quindi la scelta del corretto team di persone. E’ importante saper amalgamare perfettamente gli elementi di continuità e discontinuità portati da ogni persona al tavolo al fine di originare un dialogo costruttivo e permettere alla diversità di background degli interlocutori di diventare un vero e proprio valore da sfruttare per l’azienda.

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